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Diario


27 aprile 2010

La mozione del PD e la fuga del PDL

di Francesco De Luca*
Sinceramente da un’opposizione che si definisce propositiva e costruttiva ci aspettavamo un gesto diverso. E invece ieri, durante la lettura in consiglio del testo della mozione “contro l’incenerimento e per una nuova politica dei rifiuti”, proposta dal gruppo PD, i colleghi della minoranza hanno abbandonato l’aula; un abbandono a nostro giudizio doppiamente grave, sia nel merito della questione che nel metodo, per citare un’espressione cara al capogruppo Simone Turini. Quanto al metodo si deve rilevare che il testo oggetto della mozione prima di arrivare in consiglio aveva già effettuato ben due passaggi: in quarta commissione e in conferenza dei capigruppo. Perché allora i colleghi di minoranza non hanno proposto i dovuti emendamenti in tali sedi se ritenevano il testo “strumentale”? Già in altre occasioni dove si richiedeva l’unanimità – non ultima la recente mozione sul difensore civico – questa maggioranza ha sempre cercato un dialogo con l’opposizione, rendendosi disponibile a modificare e ad integrare il testo. Evidentemente al Pdl piace più la spettacolarizzazione del “gesto eclatante” che il confronto costruttivo nelle sedi istituzionali opportune. Infine, nel merito, sembra quasi che il gruppo di minoranza abbia ormai gettato la spugna sulla faccenda dell’inceneritore, abbandonandosi alla strada - di certo più facile - del fatalismo: più volte infatti Simone Turini ci ha ricordato che i giochi sono fatti e che il nostro atto di indirizzo per una nuova politica dei rifiuti non serve a nulla. Il gruppo consiliare PD, al contrario, è sempre più convinto che si debba continuare la battaglia, perché la difesa del territorio e il patto sottoscritto con i cittadini valgono molto di più della sterile polemica maggioranza-opposizione. Infine, respingiamo la banale equazione tra pd locale e pd provinciale: il fatto che nel nostro partito ci siano differenze è un segnale di vitalità e di intelligenza. La democrazia interna è infatti il punto di inizio di ogni grande democrazia e – a giudicare dallo svolgimento della direzione nazionale del Pdl – non ci sembra che la cosa possa definirsi reciproca.

*Capogruppo PD Follonica


7 agosto 2009

Cogeneratore: il PDL arriva secondo anche questa volta

Una mozione inutile e dannosa

La minoranza propone una mozione contro il cogeneratore, per l’indizione del referendum cittadino, ma l’amministrazione comunale risponde che sono arrivati secondi. Il Sindaco, infatti ha già attivato gli uffici per la revisione dello statuto comunale che è il primo passo verso il possibile referendum.

“Non si governa rispondendo alle mozioni, sarebbe come governare con i sondaggi – ha dichiarato il Sindaco Eleonora Baldi, durante una breve pausa del Consiglio comunale –. Sono tre le azioni già intraprese dall’Amministrazione comunale sulla questione del cogeneratore: adeguamento dello statuto comunale per cercare di fare il referendum; valorizzazione per posti di lavoro di economia verde; monitoraggio per la qualità dell’aria”.
L’argomento è stato dibattuto in Consiglio comunale ed è relativo alla mozione del centrodestra che caldeggia il referendum sull’impianto di incenerimento rifiuti. 
“Noi ci siamo già mossi. Siamo già oltre le richieste della minoranza. Gli uffici comunali competenti sono già attivati per modificare lo Statuto in modo che sia possibile indire referendum comunali – spiega Eleonora Baldi -. È chiaro che tutto deve essere svolto nel rispetto del principio di legittimità, perché vogliamo che la possibilità di incidere da parte dei cittadini sia efficace e non pura testimonianza. La mia giunta sta lavorando sulla base del programma di governo che prevede già azioni forti contro l’inceneritore. A differenza del centrodestra però non diciamo soltanto no, ma cerchiamo strade alternative all’incenerimento, avendo come obiettivo la nascita di imprese che agiscano sulle azioni di bonifica del territorio e possano attivare un’economia verde (la green economy del presidente Obama), in modo da mantenere e aggiungere nuovi posti di lavoro che rispettino l’ambiente”. 
In queste ore il Sindaco ha anche scritto una lettera all’ARPAT per chiedere che vengano installate in città le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria e di rilevamento dei rumori, in modo che i cittadini possano essere costantemente informati sull’aria che respirano e sui dati acustici urbani. 
“Come sindaco sono responsabile della salute dei cittadini – conclude Eleonora Baldi – ed è per questo che chiedo all’ARPAT di monitorare l’aria e i rumori, perché dall’analisi di questi dati potremmo capire la ricaduta sanitaria anche per studi epidemiologici, in modo da poter intervenire dove si renderà necessario”. [a.a.]

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Follonica


12 febbraio 2009

Governo Berlusconi, milleproproghe: nuovo colpo alle energie rinnovabili.

Il mille proproghe cancella l'obbligo per le nuove costruzioni di avere almeno una parte di energia prodotta da fonti rinnovabili

obbligo pannelli solari su tutte le nuove costruzioni
UNA NUOVA CATENA DI BLOG
E' incredibile non si capisce con quale logica il Governo Berlusconi tenti colpi continui contro l'industria delle energie rinnovabili, dopo il tentativo, fallito, di affossare le detrazioni per l'efficienza energetica, oggi, nascosto nel decreto milleproroghe viene tolto l'obbligo per i nuovo edifici di avere, almeno in parte, energia prodotta da fonti rinnovabili.

Nella finanziaria del 2008 il Governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento.

Il governo italiano persiste con questo atteggiamento miope, arretrato e irragionevole e non perde occasione per portare avanti una malcelata battaglia contro la difesa ambientale. Fortunatamente alcuni comuni hanno già introdotto l'obbligo, ma le sostanze nocive non si fermano ai confini comunali. Chiediamo a gran voce che l'obbligo venga re-introdotto alla Camera.

Qui parte una nuova catena di blog perchè LE RINNOVABILI NON SONO PIU' UN'ALTERNATIVA, SONO UN OBBLIGO!


21 gennaio 2009

Dell'inceneritore e altre storie

 

Nel giorno in cui Lio Scheggi e Giancarlo Farnetani ci fanno sapere con un comunicato ufficiale che si è «conclusa l’istruttoria della Valutazione d’impatto ambientale sulla centrale elettrica di Scarlino nel suo nuovo assetto con un parere favorevole e alcune prescrizioni», credo sia opportuno ricordare il documento sui rifiuti approvato poco più di un mese fa dall'Assemblea Comunale del PD.
Per i Democratici di Follonica le linee contenute in quel documento rimangono punti fermi su cui incentreranno la loro iniziativa. No all'inceneritore, dunque; su questo non ho dubbi. Per rinfrescare la memoria ai miscredenti riporto integralmente la parte del documento che riguarda l'inceneritore del Casone.

Dal documento del PD di Follonica:  «Sull'Inceneritore»


"Vogliamo ribadire in modo chiaro la nostra contrarietà ad un impianto che è totalmente avulso dal territorio., affermata non a solo a parole ma con atti concreti in questi anni. Dopo un lungo contenzioso giudiziario l’impianto è, comunque in funzione, regolarmente autorizzato a bruciare biomasse. È in corso la procedura di VIA per essere alimentato a CDR. Solo dopo che la Valutazione d’Impatto Ambientale avrà avuto esito favorevole, l’impianto sarà sottoposto a AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le necessarie autorizzazioni.
Quello che vogliamo è puntare su sistemi come la riduzione, il riuso e la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta che pongono l’incenerimento, come prescrive la direttiva europea 98/2008, come forma marginale e residuale del ciclo dei rifiuti, preferibile solo alla discarica. È questa la strategia che dobbiamo perseguire.
D’altronde al SIA (Studio di Impatto Ambientale) di Scarlino Energia il Comune di Follonica ha presentato osservazioni importanti che non hanno avuto nelle risposte contro-deduzioni considerate soddisfacenti. Le criticità rilevate riguardano i seguenti aspetti: l’impianto è situato in area a pericolosità idraulica elevata e quindi la localizzazione contrasta con il PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti); nello studio inoltre non sono stati utilizzati i dati di qualità dell’aria della zona interessata, ma quelli di un'altra zona, come i dati meteoclimatici che si riferiscono a quelli dell'aeroporto di Pisa pur avendo a disposizione dati locali. Lo studio sorvola sugli aspetti sanitari della popolazione sostenendo che i rischi sono inconsistenti e che “la popolazione non è un bersaglio significativo” quando invece la ricaduta dei fumi con le reali condizioni del vento interessa proprio la zona sud est dell'abitato di Follonica. Ultimo, ma non meno importante, non viene indicato l’effetto derivato dalle acque di scarico dell'impianto, in termini qualitativi e quantitativi.
Ci preme evidenziare che, qualunque sia l’esito della VIA, in merito ad un futuro funzionamento dell’impianto, sarà necessario mantenere alta l’attenzione su tutta la Piana di Scarlino attraverso un costante monitoraggio ambientale e sanitario con rilevazioni in continuo delle emissioni, controlli in tempo reale e massima trasparenza e accessibilità delle informazioni. Allo stesso tempo dobbiamo mantenere un alto livello di attenzione anche sull’area di Piombino: è necessario avere una visione d’insieme di tutte le problematiche ambientali legate al Golfo di Follonica.
Ci sembra, inoltre, di fondamentale importanza promuovere ogni occasione di informazione e maggiore consapevolezza (incontri, workshop, convegni e quant’altro) legate alle possibili alternative tecnologiche all’incenerimento: numerose esperienze esistono in Italia e nel mondo che vanno conosciute e approfondite".
   
  

 

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