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Diario


23 aprile 2010

Il Comune di Follonica contro l'incenerimento per una nuova politica dei rifiuti

Il Consiglio Comunale di Follonica ha approvato un atto di indirizzo contro l'incenerimento e per una nuova politica dei rifiuti proposto dal gruppo di maggioranza. Al dibattito ed al voto hanno partecipato i soli consiglieri del PD. Il PDL ha abbandonato l'aula lasciando di stucco i presenti. I consiglieri del centrodestra hanno motivato il loro gesto con la contraddizione esistente tra la posizione del Comune di Follonica e quella della Provincia di Grosseto, entrambe guidate dal PD. In realtà l'abbandono dei lavori consiliari, oltre a rappresentare una mancanza di rispetto verso chi ha creduto e continua a credere nella battaglia contro l'inceneritore, ha il sapore di una resa. Peccato, perchè il sostegno del PDL all'atto di indirizzo avrebbe dato più forza all'iniziativa del Comune di Follonica che continuerà a svilupparsi su più fronti: proseguire l'opposizione istituzionale all'impianto del Casone valutando, tra l'altro, la possibilità di un ricorso alla giustizia amministrativa; monitorare l'inquinamento a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori; promuovere un sistema alternativo all'incenerimento su cui incentrare un progetto di sviluppo economico ed occupazionale. Nell'atto di indirizzo si esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Comune di Follonica e si conferma la fiducia al Sindaco. Questo, probabilmente, al centrodestra non è andato giù.  L'impressione è che il PDL, più che curarsi dei contenuti dell'atto di indirizzo, abbia voluto cogliere l'occasione per fare un po' di propaganda a buon mercato. Una caratteristica che accomuna il centrodestra locale a quello nazionale è la proposizione, in ogni circostanza, di un clima da campagna elettorale permanente. Sul tavolo ci sono problemi reali, proposte concrete, ma loro preferiscono rispondere con slogan e colpi di teatro.

Ecco il testo dell'atto di indirizzo:

Visto il D.Lgs n. 152/2006 che all’art.179 dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti.
Considerato che in attuazione del suddetto articolo, l’art.180 D.Lgs. 152/2006 prevede, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti di cui all’art. 179, le seguenti iniziative:     
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
Rilevato che la Legge Finanziaria 2007 conferma gli obiettivi sopra indicati disponendo il raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare entro il 31 dicembre 2011 pari al 60% demandando poi per gli anni successivi, ad un Decreto Ministeriale, l’individuazione della percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare in vista di una progressiva riduzione della quantità di rifiuti inviati in discarica, nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile l'obiettivo “Rifiuti zero”;
Preso atto degli obiettivi per il Riciclaggio effettivo dei rifiuti, previsti nella Direttiva 2008/98/CE sui Rifiuti, la quale fissa al 50 % la percentuale di rifiuti urbani da riciclare e al 70% la percentuale di rifiuti industriali non pericolosi. 
Valutato l'obiettivo di riduzione della mole dei rifiuti stabiliti dalla Giunta Regionale Toscana che fissano per il 2010 il raggiungimento del 15% di riduzione riferito alla produzione dei rifiuti del 2004. 
Considerata la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici connessi all’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento in discarica e/o incenerimento, ed un incremento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati per il mantenimento e miglioramento degli obiettivi fissati dall’art. 205 del succitato D.Lgs. n.152/06 che prevede in particolare il raggiungimento per l’anno 2012 almeno il 65% di raccolta differenziata;
Visto l’art 198 del Decreto Legislativo 152/06 che attribuisce ai Comuni la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti urbani assimilati con particolare riferimento alle modalità del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento;
Constatato che non si può continuare ad affrontare il problema dei rifiuti come se la quantità di spazzatura da smaltire fosse un dato immutabile, i rifiuti vanno ridotti e, pensare solo in termini di discariche o inceneritori, è antieconomico per i cittadini e per l’Amministrazione comunale, inefficace per la chiusura del ciclo dei rifiuti, e estremamente dannoso per la salute dei cittadini. Bisogna agire alla fonte. La quantità di rifiuti è una variabile, non è un dato. Studi di autorevoli Istituti di Ricerca italiani dimostrano che al variare del sistema di raccolta e smaltimento, variano anche le percentuali di produzione di rifiuti. È esperienza ormai ventennale di Consorzi di gestione degli RSU Veneti e Piemontesi perlopiù, che il Sistema di Raccolta PaP/riciclaggio spinto, porta alla riduzione della produzione dei rifiuti. 
Rilevato altresì che:
- occorre realizzare per gli obiettivi sopra richiamati, una piccola rivoluzione domestica fatta di nuovi stili di vita improntati alla sobrietà e ad un consumo critico, un nuovo modo di fare la spesa, di mangiare, di spostarsi in città: a questo scopo l’Amministrazione con Delibera N° 70 del 29/10/2009 ha aderito alla Associazione Comuni Virtuosi e con Delibera N°69 del 29/10/2009 ha aderito al “Patto dei Sindaci”, impegnandosi a offrire ai cittadini alternative concrete di comportamenti virtuosi e servizi migliori, nella consapevolezza che un benessere diffuso e rispettoso dell’ambiente in cui viviamo si costruisce investendo in educazione, formazione e innovazione;
- l’amministrazione comunale di Follonica ha avviato una azione giudiziaria per ottenere il rimborso dei CIP6, primo comune in Italia;- il Comune di Follonica si è già dimostrato all’avanguardia in Provincia puntando su una serie di progetti che hanno trovato sintesi nella Delibera C.C. del 26.11.2007 n.78 “Verso rifiuti zero”, quali l’auto-compostaggio domestico, l’ esperienza dell’eco-scambio, l’«Acqua in caraffa», il Protocollo per gli «Acquisti Verdi» tra i Comuni della Val di Pecora.
- questa amministrazione sta già portando avanti iniziative concrete sul versante della riduzione e del riciclo dei rifiuti domestici e che altre azioni concrete saranno messe in campo a breve. 
- Follonica, grazie al suo impegno sul versante dei rifiuti, ha nuovamente evitato di far pagare ai cittadini l’eco-tassa. - Follonica si è dimostrata virtuosa nella gestione delle politiche ambientali. Primo comune della provincia a sperimentare il sistema di raccolta “Porta a Porta”; detto sistema attualmente copre circa il 50 % del territorio comunale e sarà nel corso di questo anno esteso all’intero Comune, comprese le strutture turistico ricettive;
E considerato inoltre che 
- è evidente che il nostro territorio sia carente dell’equipaggiamento impiantistico per il recupero del materiale differenziato, che attualmente deve essere tutto portato al di fuori della nostra provincia (l’organico in Provincia di Padova, il multimateriale alla Revet di Pontedera) con costi di trasporto notevoli e nessun beneficio, anche in termini occupazionali, sul territorio. 
- che crediamo con forza che nel nostro comprensorio, di concerto anche con altri comuni, possano essere previste aree e benefici fiscali, relativi ai costi di urbanizzazione, per incentivare le imprese a realizzare interventi in questa filiera. 
- che nel nostro territorio è sempre più necessaria la nascita a breve di un vero e proprio Distretto Industriale del Recupero e del Riuso (D.I.R.R) in grado di dare occupazione anche qualificata e di garantire una notevole ricaduta di ricchezza sul nostro territorio.
Tutto ciò premesso e considerato, vogliamo con la presente mozione:
- ribadire ancora una volta – nonostante il parere favorevole espresso di recente in sede di Conferenza dei Servizi – in modo chiaro la nostra contrarietà ad un impianto che è totalmente avulso dal territorio, affermata non solo a parole ma con atti concreti in questi anni. 
- confermare e rinnovare la nostra fiducia al Sindaco dandole mandato ad esperire, tutte le azioni opportune e se necessario e laddove sussista un interesse concreto ad agire anche quelle esperibili in sede di giustizia amministrativa.
- invitare la Provincia a prevedere e individuare - all’interno del nuovo piano Inter-provinciale dei rifiuti - più centri di valorizzazione del riciclaggio, in modo da contrastare il business dell’incenerimento, che, ai sensi della recente direttiva europea 2008/98/CE, è insieme alle discariche, all’ultimo posto nella gerarchia di trattamento dei rifiuti, che invece privilegia e impone le strade del riciclaggio, del recupero, del riuso;
Infine dare mandato al Sindaco e alla Giunta di:
- Valutare in modo concreto e fattivo la possibilità di realizzare nel nostro territorio un Centro del Riciclo, sul modello di quello situato nel Comune di Vedelago (Tv) e ora attivo anche nei Comuni di Colleferro (RM) e di Tergu (SS) redigendo un «Piano di Fattibilità» economico-gestionale, che preveda costi, tempi e modi di intervento. 
- Esplorare, altresì, tutte le possibilità che la tecnologia offre, valutando anche altre esperienze presenti in altre realtà, per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso soluzione impiantistiche alternative all’incenerimento, offrendo al nostro territorio una opportunità di sviluppo che coniughi le esigenze di tutela ambientale-sanitaria con quelle occupazionali.


7 agosto 2009

Cogeneratore: il PDL arriva secondo anche questa volta

Una mozione inutile e dannosa

La minoranza propone una mozione contro il cogeneratore, per l’indizione del referendum cittadino, ma l’amministrazione comunale risponde che sono arrivati secondi. Il Sindaco, infatti ha già attivato gli uffici per la revisione dello statuto comunale che è il primo passo verso il possibile referendum.

“Non si governa rispondendo alle mozioni, sarebbe come governare con i sondaggi – ha dichiarato il Sindaco Eleonora Baldi, durante una breve pausa del Consiglio comunale –. Sono tre le azioni già intraprese dall’Amministrazione comunale sulla questione del cogeneratore: adeguamento dello statuto comunale per cercare di fare il referendum; valorizzazione per posti di lavoro di economia verde; monitoraggio per la qualità dell’aria”.
L’argomento è stato dibattuto in Consiglio comunale ed è relativo alla mozione del centrodestra che caldeggia il referendum sull’impianto di incenerimento rifiuti. 
“Noi ci siamo già mossi. Siamo già oltre le richieste della minoranza. Gli uffici comunali competenti sono già attivati per modificare lo Statuto in modo che sia possibile indire referendum comunali – spiega Eleonora Baldi -. È chiaro che tutto deve essere svolto nel rispetto del principio di legittimità, perché vogliamo che la possibilità di incidere da parte dei cittadini sia efficace e non pura testimonianza. La mia giunta sta lavorando sulla base del programma di governo che prevede già azioni forti contro l’inceneritore. A differenza del centrodestra però non diciamo soltanto no, ma cerchiamo strade alternative all’incenerimento, avendo come obiettivo la nascita di imprese che agiscano sulle azioni di bonifica del territorio e possano attivare un’economia verde (la green economy del presidente Obama), in modo da mantenere e aggiungere nuovi posti di lavoro che rispettino l’ambiente”. 
In queste ore il Sindaco ha anche scritto una lettera all’ARPAT per chiedere che vengano installate in città le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria e di rilevamento dei rumori, in modo che i cittadini possano essere costantemente informati sull’aria che respirano e sui dati acustici urbani. 
“Come sindaco sono responsabile della salute dei cittadini – conclude Eleonora Baldi – ed è per questo che chiedo all’ARPAT di monitorare l’aria e i rumori, perché dall’analisi di questi dati potremmo capire la ricaduta sanitaria anche per studi epidemiologici, in modo da poter intervenire dove si renderà necessario”. [a.a.]

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Follonica


31 gennaio 2009

"Non inceneriranno le nostre idee"

di Francesco De Luca*

A differenza di altri, ritengo che proprio in presenza di pareri tecnici – di cui ho massimo rispetto, il politico e la politica non debba ritirarsi in omertoso silenzio, ma debba spiccare nella sua attività di lettura delle prospettive e comprensione delle problematiche per raggiungere il massimo benessere dei cittadini. Fatemi essere chiaro: nel mio sogno di Follonica e sviluppo del territorio non c’è spazio per una pratica obsoleta e inquinante come l’incenerimento. Le alternative, senza scomodare i filosofi, si costruiscono, non si danno in natura, nè arrivano con l’attesa inerte e passiva: il tempo è un signore distratto, diceva De Andrè, non il risolutore dei problemi. Anzi, il tempo spesso li aggrava, li rende difficilmente risolvibili. Cosa serve? Serve la volontà politica, serve l’informazione ai cittadini, serve, cosa più importante, la loro collaborazione attiva a risolvere insieme il problema, “per sortirne insieme”. Quello che io (e per io intendo l’insieme delle giovani anime che mi sostiene) sostengo da tempo è la creazione di un polo del riciclaggio come a Vedelago (Tv), anzi più grande e più moderno di Vedelago. Un polo verde, dove i rifiuti sono una materia prima e non materiale da incenerire. Dove dai rifiuti si possa ridistribuire ricchezza, ridurre le tariffe, generare occupazione, creare nuove aziende che li lavorino, che li distribuiscano, che li esportino. Sostengo (si legga noi) da tempo che il Comune debba inoltre estendere, in tutti gli appalti pubblici, criteri verdi di scelta dei materiali, tenendo conto del loro ciclo di vita e della loro durevolezza. Sostengo da tempo (si legga noi) che bisogna ridurre i rifiuti prodotti, gli imballaggi di plastica, con accordi concertati tra comuni e distribuzione. Sostengo da tempo (si legga noi) che serve un forte impulso verso l’efficienza energetica degli edifici e l’uso del fotovoltaico, non tanto e non solo per ridurre i livelli di inquinamento, ma anche come risparmio monetario per i miei concittadini, soprattutto oggi che la crisi è diventata pesante. Nel suo giuramento Obama ha detto: “imbriglieremo il sole e i venti per farne energia”, ed oggi sta predisposto un New Deal verde come prospettiva dominante dello sviluppo economico americano. E’ ora che ci muoviamo anche noi in questa direzione, senza indugi e tentennamenti. Io (si legga noi) faremo la nostra parte, rumorosa se necessaria, ma non inceneriranno le nostre idee.

* Dirigente del PD di Follonica e candidato alle primarie
 

 


Follonica: l'inceneritore sullo sfondo



21 gennaio 2009

Dell'inceneritore e altre storie

 

Nel giorno in cui Lio Scheggi e Giancarlo Farnetani ci fanno sapere con un comunicato ufficiale che si è «conclusa l’istruttoria della Valutazione d’impatto ambientale sulla centrale elettrica di Scarlino nel suo nuovo assetto con un parere favorevole e alcune prescrizioni», credo sia opportuno ricordare il documento sui rifiuti approvato poco più di un mese fa dall'Assemblea Comunale del PD.
Per i Democratici di Follonica le linee contenute in quel documento rimangono punti fermi su cui incentreranno la loro iniziativa. No all'inceneritore, dunque; su questo non ho dubbi. Per rinfrescare la memoria ai miscredenti riporto integralmente la parte del documento che riguarda l'inceneritore del Casone.

Dal documento del PD di Follonica:  «Sull'Inceneritore»


"Vogliamo ribadire in modo chiaro la nostra contrarietà ad un impianto che è totalmente avulso dal territorio., affermata non a solo a parole ma con atti concreti in questi anni. Dopo un lungo contenzioso giudiziario l’impianto è, comunque in funzione, regolarmente autorizzato a bruciare biomasse. È in corso la procedura di VIA per essere alimentato a CDR. Solo dopo che la Valutazione d’Impatto Ambientale avrà avuto esito favorevole, l’impianto sarà sottoposto a AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le necessarie autorizzazioni.
Quello che vogliamo è puntare su sistemi come la riduzione, il riuso e la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta che pongono l’incenerimento, come prescrive la direttiva europea 98/2008, come forma marginale e residuale del ciclo dei rifiuti, preferibile solo alla discarica. È questa la strategia che dobbiamo perseguire.
D’altronde al SIA (Studio di Impatto Ambientale) di Scarlino Energia il Comune di Follonica ha presentato osservazioni importanti che non hanno avuto nelle risposte contro-deduzioni considerate soddisfacenti. Le criticità rilevate riguardano i seguenti aspetti: l’impianto è situato in area a pericolosità idraulica elevata e quindi la localizzazione contrasta con il PPGR (Piano Provinciale Gestione Rifiuti); nello studio inoltre non sono stati utilizzati i dati di qualità dell’aria della zona interessata, ma quelli di un'altra zona, come i dati meteoclimatici che si riferiscono a quelli dell'aeroporto di Pisa pur avendo a disposizione dati locali. Lo studio sorvola sugli aspetti sanitari della popolazione sostenendo che i rischi sono inconsistenti e che “la popolazione non è un bersaglio significativo” quando invece la ricaduta dei fumi con le reali condizioni del vento interessa proprio la zona sud est dell'abitato di Follonica. Ultimo, ma non meno importante, non viene indicato l’effetto derivato dalle acque di scarico dell'impianto, in termini qualitativi e quantitativi.
Ci preme evidenziare che, qualunque sia l’esito della VIA, in merito ad un futuro funzionamento dell’impianto, sarà necessario mantenere alta l’attenzione su tutta la Piana di Scarlino attraverso un costante monitoraggio ambientale e sanitario con rilevazioni in continuo delle emissioni, controlli in tempo reale e massima trasparenza e accessibilità delle informazioni. Allo stesso tempo dobbiamo mantenere un alto livello di attenzione anche sull’area di Piombino: è necessario avere una visione d’insieme di tutte le problematiche ambientali legate al Golfo di Follonica.
Ci sembra, inoltre, di fondamentale importanza promuovere ogni occasione di informazione e maggiore consapevolezza (incontri, workshop, convegni e quant’altro) legate alle possibili alternative tecnologiche all’incenerimento: numerose esperienze esistono in Italia e nel mondo che vanno conosciute e approfondite".
   
  

 

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