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Diario


15 dicembre 2008

In catena contro il suicidio energetico del Paese

Su ZeroEmission.tv leggo che l'Unione Europea "vuole ampliare l’impiego dei fondi strutturali a favore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica nell’edilizia, settore responsabile, secondo i calcoli dell’Ue, di un quarto dei consumi energetici e del 40 per cento delle emissioni dell’Ue".  Le norme volute due anni fa dal ministro Pier Luigi Bersani andavano già inquesta direzione, favorendo la sostituzione di impianti di climatizzazione obsoleti, l'installazione di caldaie ad alta efficienza, di vetri efinestre isolanti, di pannelli solari. Il contributo consisteva in una robusta detrazione IRPEF, pari al 55% delle spese sostenute. AncheBarack Obama punta con decisione sullo sviluppo delle energie rinnovabili, convinto che questa sia l'unica strada percorribile per uscire dalla crisi economica. Steven Chu, premio Nobel per la Fisica e direttore del Lawrence Berkley national Laboratory, leader mondiale della ricerca sulle energie rinnovabili e alternative, sarà il ministro dell'energia del governo Obama. Noi invece abbiamo Stefania Prestigiacomo, imprenditrice con grossi interessi nel settore della plastica. Non ci riferiamo, ovviamente, alla plastica facciale che pure ha giovato non poco alla ministra, ma alle sue aziende manifatturiere attive nel petrolchimico di Priolo Gargallo.
Le posizioni conservatrici del governo Berlusconi, frutto anche di conflitti di interessi più o meno palesi, ci impediranno di partecipare alla rivoluzione tecnologica del terzo millennio che, come sostiene l'Unione Europea, sarà un volano formidabile per rilanciare sviluppo e occupazione. Mentre nel vecchio  e nel nuovo continente si preparano pacchetti di contributi per il risparmio energetico, in Italia si cancellano le norme esistenti eliminando qualsiasi agevolazione. Un duro colpo per le tasche dei cittadini ma anche per tantissime nuove imprese. La cosa è ancor più grave perchè Tremonti non ha in testa nessun disegno di sviluppo; il suo unico pensiero è rivolto a tagliare le spese senza preoccuparsi delle conseguenze. Ma se si tagliano i fondi alla ricerca, alle università, alle energie rinnovabili, alla formazione professionale, agli investimenti degli enti locali, si finisce per tarpare le ali alle prospettive di ripresa del nostro paese.

Bisogna contrastare queste scelte del governo italiano con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Contro le norme anti-ambiente contenute nel cosiddetto "decreto anticrisi" è nata una catena di blog. Tutti coloro che si oppongono al suicidio energetico del Pese sono invitati a pubblicare un post contenente tutti gli anelli della catena
(i blog che aderiscono all'iniziativa), linkandolo su  ilKuda, il blog che ha promosso e coordina l'iniziativa. Per riportare in un post gli anelli della catena è sufficiente copiare ed incollare l'elenco che segue:

ilKuda, Vivere Cernusco, Jacopo Fo, Informazione senza filtro, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Blog del Giorno, CernuscoTv, Appunti e Virgole, Andrea Mollica, Giuseppe Civati, Samie, PDLissone, Gruppo Acaja, Life in Italy, I giardini pensili hanno fatto il loro tempo, Letizia Palmisano, Cittadino a Pero, Cronache Marziane, Impianti Termici, Marcello Saponaro, nel senso di Marcello, PD Vedano Olona, Soluzioni Immaginarie, Resistenza Civile, Tau Zero, Fiore Blog, Minima academica, Alessandro Ronchi, Verdi Treviglio, Verdi Ferrara, Writer, Network games, Spreaderss, Fonte Live, YANNB, Opinioni e benessere, Nati non fummo,Al massimo dell'energia, Maxso's blog, il giro del mondo in 80 parole, Sciura Pina,Il Ferdinando, EcoAlfabeta, con Ezechiele, Fuoriluogo, Whistleblower, Il blog di Alessio, No alla turbogas a Pontinia, La mia battaglia, Vivere ad orecchio, Il conte Mascetti,Blogeko, Amico Fragile, PdCI Federazione di Latina, Verdi Emilia Romagna, Verdi Forlì e Cesena, Voglio il fotovoltaico, Florablog, Lilith, Spartacus Quirinus, Mauvera, Radio Utopie, Spartaco il Trace, C'è chi dice no!, il Boss.net., Zadig, Equologia, Radicalsocialismo, Follonica, La tana del mostro, ArcanoPennazzi, Global Warming's blog, Mani in rete, Liberamente, EuLorisTopia, Marco Lamperti, Mauro Minnella, La città continua, Lama Democratica, I'm no Jack Kennedy, Zorro è vivo, Piazza Pulita, Videotubenews.
   

 

la vignetta è tratta da http://zadig.ilcannocchiale.it


24 novembre 2008

Il comune taglia le indennità e il governo lo bastona

Nel Paese delle Banane può capitare quello che non ti aspetti, ad esempio che un comune di medie dimensioni decida autonomamente di ridurre le indennità del sindaco, degli assessori e dei consiglieri. E' successo a Follonica, la città che vantava il titolo di regina delle vacanze e che adesso può fregiarsi della qualifica di regina dell'amministrazione virtuosa. Non si è trattato di un taglio di facciata, ma di una vera e propria sforbiciata che  ha ridotto le indennità del 40%, portando la spesa per questa voce dai 268mila euro del 2004 agli attuali 168mila euro. Il sindaco di Follonica, che ha mantenuto l'incarico part-time all'Università di Firenze, riceve 1300 Euro al mese, gli assessori part-time hanno un indennità di 600 Euro, quelli a tempo pieno di 1200 Euro, mentre i consiglieri ricevono un gettone "a presenza" di 25 euro. Se a queste cifre togliamo l'IRPEF, dovuta in relazione al reddito complessivo di ogni amministratore, rimane ben poco. Il sindaco Saragosa e gli amministratori di Follonica si sono guadagnati il plauso della cittadinanza ma non quello del Governo Berlusconi. In una Repubblica delle Banane capita che un'amministrazione virtuosa venga sbertucciata e danneggiata proprio dalle scelte del potere centrale, che sembrano fatte apposta per colpire in modo indiscriminato. La mannaia di Tremonti impone al Comune di Follonica una riduzione di altri 66mila Euro in un capitolo, quello delle spese per indennità e rappresentanza, già ridotto all'osso. Si tratta di un ulteriore taglio del 40% che porterebbe lo stipendio del sindaco a 780 Euro lordi ed il gettone dei consiglieri a 15 euro.

La situazione appare tanto più vergognosa se pensiamo alle indennità faraoniche riservate ai membri del Parlamento e di alcune assemblee regionali. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, pur non recandosi quasi mai alla Camera, riceve la doppia indennità come parlamentare e come capo del Governo. Nell'Assemblea Regionale della Sicilia 72 membri su 90 sommano l'indennità di consigliere regionale a quella per incarichi svolti nelle commissioni o nell'ufficio di presidenza. Fa specie il caso del ministro Brunetta che si scaglia contro gli sprechi della pubblica amministrazione ma non si vergogna di cumulare lo stipendio da parlamentare, pari a circa 17mila euro al mese più numerosi benefit, con quello da ministro che ammonta a 46.113,60 euro annui. Ma nel Parlamento delle Banane c'è anche chi ha il coraggio di lamentarsi, come l'On. Gabriella Carlucci, che si sente trattata "peggio di una cameriera". La spudoratissima ex soubrette invidia gli operai che "sono fortunati e senza problemi", mica come lei che lavora 24 ore al giorno e deve pagarsi una segreteria a Roma, un addetto stampa e due segreterie in Puglia, più altre spese ritenute indispensabili per "far bene questo mestiere". Proprio così, la Carlucci ha costruito una costosissima macchina acchiappa clientele e non se ne vergogna. Di fronte a tanta arroganza non possiamo che solidarizzare con il Comune di Follonica rivolgendo un cordiale vaffanculo alla deputata di Trani.
  

 


24 novembre 2008

Il documento del PD sui tagli al sociale

SE BERLUSCONI DISTRUGGE LO STATO SOCIALE
a Follonica taglio di 180mila Euro sul Sociale

Per coprire il taglio dell’ICI sulla prima casa e pagare i debiti di Alitalia (i cui dirigenti sono e saranno messi al riparo da eventuali responsabilità penali, già che ci siamo) il governo Berlusconi opera tagli senza pudore. Lo fa in silenzio, senza farlo troppo sapere in giro, ma chi vive questi tagli se ne sta accorgendo in fretta, perché sono decurtazioni fatte là dove fa più male, là dove stanno gli indifesi: quelli, cioè, che non hanno voce sui giornali, e che quando si lamentano passano quasi inosservati.

IL TAGLIO DELL’ICI? C’E’ COSTATO CARO!!!

Ecco come si spiegano le riduzioni dei fondi contro la violenza alle donne (spazzati via centinaia di centri antiviolenza per dare protezione a donne sole, maltrattate, spesso straniere, con bimbi piccoli), oppure dedicati alla difesa dell’ambiente e del territorio (cancellati i fondi per: l’abbattimento degli ecomostri, il recupero dei centri storici, l’ammodernamento della rete idrica), o ancora alle opere urgenti per il Meridione. Ma ci sono anche stanziamenti cancellati per l’inclusione sociale degli immigrati e per la stabilizzazione dei precari (d’altra parte già in campagna elettorale in nostro attuale Premier affermava che sono un falso problema).

Per non parlare ovviamente dei tagli al fondo sanitario, alla scuola pubblica (basta leggere l’art. 65 della Finanziaria, non tanto la “non–riforma” Gelmini) al Fondo ordinario per l’Università (quello con cui si pagano manutenzioni, luce, telefono, ecc.). Mai nella storia repubblicana erano stati operati tagli in modo così sistematico (e cinico) allo Stato Sociale.

E non è certo con l’elemosina della social card che si danno risposte ai bisogni dei cittadini in difficoltà.

È di fine ottobre, infine, una notizia particolarmente dolorosa e perversa: decurtato del 30% il Fondo Sociale Nazionale. Nonostante poi la Regione si sia impegnata a coprire parte di questa drastica riduzione, il mancato trasferimento per Follonica ammonta a 182.000 Euro, e si deve applicare sul bilancio di quest’anno adesso che siamo alla sua chiusura. Questo significa ovviamente che i soldi sono stati già spesi, dato che ogni taglio normalmente si applica per gli anni successivi.

È difficile non vedere l’intenzione del governo nazionale di mettere in difficoltà le amministrazioni locali alla vigilia delle elezioni amministrative del 2009, ma non è questo che ci preoccupa. Il vero nodo della questione è infatti che questi 182.000 Euro non sono freddi numeri, ma rispondono a crudi bisogni primari che rischiano seriamente di essere messi in discussione: i pasti della mensa dei bisognosi di via Piave, l’assistenza domiciliare, il sostegno alle persone non autosufficienti, contributi agli affitti per chi non arriva a fine mese, emergenza abitativa, contrasto alla povertà ...

Venerdì 28 novembre, alle ore 17,30 nella sala della Pinacoteca Comunale, discuteremo insieme di questi temi:

partecipano:  
Andrea Benini - segretario cittadino del PD
Marzio Scheggi - segretario provinciale del PD
ON. ROSI BINDI

Il Partito Democratico di Follonica
 

 

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