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Diario


30 gennaio 2011

Simone Gesi ha presentato la campagna Transat 6,50 del 2011

È stato presentato sabato mattina in Palazzo Aldobrandeschi, alla presenza del Presidente Leonardo Marras, il progetto - sostenuto dalla Provincia di Grosseto - del velista Simone Gesi per la regata transoceanica Transat 2011 che partirà da La Rochelle, in Francia, il prossimo 25 settembre per raggiungere le coste del Brasile.

La Transat è un evento sportivo di altissimo livello - paragonabile solo alle Olimpiadi per la difficile qualificazione e la dura selezione dei partecipanti - che richiede formidabili doti marinaresche, tecniche, atletiche ed umane. Ma è anche un'occasione di promozione della vela e dell'intero territorio maremmano, considerata l'attenzione con cui eventi di questo genere - e la "Transat 6.50" in particolare - sono seguiti in Paesi quali Francia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile, Australia e Nuova Zelanda.
Il Mini 6,50 è, come dice il nome, una piccola barca di 6,50 metri di lunghezza con la quale, in solitario, è affrontato l'Oceano Atlantico. Lo spirito dell'evento è di sapore antico: tecnologia ridotta al minimo (gps non cartografico e pilota automatico) e informazioni uguali per tutti che ciascuno deve saper elaborare.

"Dentro quella barca - ha detto Leonardo Marras - c'è un in territorio intero e tutti i suoi valori. Simone, quando dovrà affrontare i momenti più duri della sua traversata in solitaria, deve sapere invece di non essere solo: nella sua fatica, anche psicologica, saprà che il popolo della sua terra gli è vicino".

Per questa edizione, è stato rafforzato lo staff tecnico e di assistenza, definito il programma sportivo che, tra l'altro, prevede la permanenza di almeno due mesi in Francia per allenamenti mirati in oceano con l'obiettivo di ottenere un ottimo risultato alla Transat 2011, per la quale Simone Gesi è già qualificato con la sua barca "Dagadà - Spirito di Maremma", nome scelto proprio per accentuare il legame con il territorio.
Sotto la supervisione di Mauro Merlini, un team tecnico di alto profilo professionale ha effettuato il restyling della barca con la collaborazione del Cantiere Navale di Castiglionedella Pescaia e della Base Nautica di S. Luce dove "Dagadà - Spirito di Maremma" è stata sottoposta ai lavori di ottimizzazione. Simone Gesi è ora pronto alle prove in mare di allenamento - con i colleghi Caracci, Pedote, Del Zozzo - ed in regata. Dopo la partenza da La Rochelle, la prima tappa è fissata a Funchal, nell'Isola di Madeira; poi di nuovo via, verso Salvador de Bahia, in Brasile.
Il "Comitato 4236 miglia" ha proseguito la propria attività di sostegno organizzativo, tecnico e finanziario. Oltre alla Provincia di Grosseto, il progetto ha avuto il sostegno del Comune di Follonica e della Presidenza Nazionale della L.N.I.. A livello sportivo, il sostegno è stato assicurato dal GV LNI Follonica, società presso cui Gesi è tesserato e svolge il lavoro di istruttore ed allenatore. Il team tecnico guidato da Merlini si avvale di specialisti e di volontari i quali, oltre alla preparazione, cureranno anche le delicate fasi prima della partenza a La Rochelle e a Funchal. 


Fonte: Provincia di Grosseto - Ufficio Stampa



14 gennaio 2011

Simone Gesi presenta il progetto Minitransat 2011

di Ettore Chirici

Il progetto “Transat 6,50” del velista follonichese Simone Gesi sarà presentato Sabato 29 Gennaio, alle ore 12.00, nella Sala Consiliare della Provincia di Grosseto.

La regata transoceanica è un evento sportivo di altissimo e prestigioso livello (paragonabile alle Olimpiadi per la difficile qualificazione e la dura selezione dei partecipanti) che richiede formidabili doti marinaresche, tecniche, atletiche ed umane.
Per noi è anche un’occasione di promozione dello sport della vela e dell’intero territorio maremmano, considerata l’attenzione con cui eventi di questo genere (e la “Transat 6.50” in particolare) sono seguiti nei paesi velisticamente più evoluti del nostro: Francia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile, Australia e Nuova Zelanda ed altri ancora.
Il Mini 6,50 è, come dice il nome, una piccola barca di 6,50 metri di lunghezza con la quale, in solitario, è affrontato l’Oceano Atlantico. Lo spirito dell’evento, non a caso sviluppato dai francesi, è di sapore antico: tecnologia ridotta al minimo (gps non cartografico e pilota automatico), informazioni uguali per tutti che ciascuno deve saper elaborare, compito fondamentale di un buon navigatore.
I primi due anni di esperienza sono stati intensi e con risultati importanti. Pur non avendo potuto concludere la Transat 2009 (per il perdurante guasto del pilota automatico), sono emerse le doti umane e marinaresche di Simone, con riconoscimenti e stima profonda anche degli stessi francesi e di tutti i partecipanti.
Per questa nuova avventura, abbiamo rafforzato lo staff tecnico e di assistenza, definito il programma sportivo che, tra l’altro, prevede nel 2011 la permanenza di almeno due mesi in Francia per allenamenti mirati in Oceano, con l’obiettivo realistico di concludere ed ottenere un ottimo risultato alla Transat 2011, per la quale Simone è già qualificato ed iscritto.
ITA 704 (questo il numero velico della barca) adesso si chiama “Dagadà – Spirito di Maremma” proprio per accentuare il legame con il territorio, cioè uno dei motivi di questa impresa.
Certi delle capacità di Simone Gesi e delle potenzialità per un risultato importante, stiamo lavorando per mettere l’atleta nelle migliori condizioni possibili per raggiungere gli obiettivi.
Il 2010 è stato un anno interlocutorio, ma importante: sono state eseguite le riparazioni e nelle tre regate disputate sono state eseguite alcune prove tecniche.
Con la fine di gennaio 2011 la barca avrà terminato il suo restyling. Sotto la supervisione di Mauro Merlini, un team di tutto rispetto (c'è chi ha lavorato sui Coppa America), è stato acquistato e montato il nuovo pilota automatico (di elevata prestazione ed affidabilità), è stato allestito il nuovo albero, ottimizzati i pesi, fatto il controllo agli ultrasuoni nei punti critici dello scafo e delle attrezzature.
Particolare collaborazione la dobbiamo al Cantiere Navale di Castiglione della Pescaia ed a Base Nautica di S. Luce dove “Dagadà – Spirito di Maremma” è stata sottoposta ai lavori di ottimizzazione. Anche le nuove vele stanno per arrivare.
Simone è pronto alle prove in mare, di allenamento con ottimi colleghi (Caracci, Pedote, Del Zozzo) ed in regata (l'Arcipelago, unica in Italia, e poi in estate in Francia, prima della Transat).
Il 25 settembre 2011, partenza della mitica regata da La Rochelle (Regione Charente Maritime della Francia) e prima tappa a Funchal (Isola di Madeira); poi di nuovo via, verso il Brasile, a Salvador de Bahia.
Il “Comitato 4236 miglia” ha proseguito la propria attività di sostegno organizzativo, tecnico e finanziario.
Di grande rilievo i sostenitori istituzionali, Provincia di Grosseto con il Presidente Leonardo Marras, Comune di Follonica, con il Sindaco Eleonora Baldi, la Presidenza Nazionale della L.N.I. A livello sportivo, il sostegno è stato assicurato dal GV LNI Follonica, società presso cui Simone è tesserato e svolge il lavoro di istruttore ed allenatore. Il team tecnico è guidato da Mauro Merlini (anche lui follonichese) e si avvale di specialisti e di volontari, che oltre la preparazione, cureranno anche le delicate fasi prima della partenza a La Rochelle e poi a Funchal.

fonte: www.simonegesi.it


3 luglio 2010

5000 miglia

di Simone Gesi


Tra il 2008 ed il 2009 ho percorso più di 5000 miglia insieme aDagadà, il mio Tip Top 6,50 conforme alle specifiche della Classe Mini. Per ottenere l’ammissione alla Transat 6,50 2009 ho dovuto percorrere 1000 miglia in solitario ed ottenere “punti” partecipando a regate di livello internazionale.
Mini Empuries, regata di 200 miglia in doppio con partenza dal porto catalano di L'Escala e arrivo a Barcellona, è andato oltre ogni aspettativa: terzo, dietro a campioni affermati come Giancarlo Pedote e Luce Molinier. Il mese successivo prendo parte alla Mini Barcelona, 300 miglia in solitario dalla capitale catalana a Minorca e ritorno, conquistando il sesto posto e classificandomi primo tra gli italiani. 
La prima regata del 2009 me la gioco in casa. Una gran bella regata, difficile e appassionante, l’
Arcipelago 6,50, esordio stagionale per la classe Mini 6,50 in Italia, ospitata dalla Marina e dal Club Nautico di Scarlino. Concludo al primo posto le 160 miglia del percorso, che comprendeva il periplo dell’Arcipelago Toscano con passaggi da Capraia, Elba a sinistra, Giglio a sinistra, Giannutri. La vittoria nella regata dell’Arcipelago mi proietta in testa alla classifica del Campionato Italiano Classe Mini. A fine aprile arriva la seconda vittoria stagionale, questa volta nel prestigioso Gran Premio d’Italia, 540 miglia sul percorso Genova, Capraia, La Caletta (Sardegna), Giannutri, Genova. A questo punto dal titolo italiano mi separano “solo” le 140 miglia dell’ultima regata in programma. Così, con il terzo posto nella San Remo Mini Solo, mi laureo Campione italiano della classe Mini 6,50 nella categoria riservata alle imbarcazioni di serie. C’è grande entusiasmo e soddisfazione per questo risultato, soprattutto tra gli amici ed i supporter del Comitato 4236 Miglia
. Conquistare il Titolo nazionale alla prima esperienza non era nelle previsioni e nemmeno nelle speranze iniziali; non c’è che dire, è stato un avvio col “botto”. A questo punto mi prendo una pausa agonistica per concentrarmi esclusivamente sul giro di qualifica di 1.000 miglia, di fatto l’ultimo ostacolo per la qualificazione alla Mini Transat 2009.
Finalmente, a giugno, completo le prove che mi separano dalla Transat 6,50, compiendo in 10 giorni e 4 ore il giro di qualifica in solitario di 1.000 miglia sul percorso 
Giannutri, Giraglia, Golfo del Leone, Barcellona e ritorno. Adesso, che numeri e risultati ci sono tutti, manca solo il verdetto del Comitato Organizzatore per sapere se sono ammesso già alla Mini 2009. L’ammissione arriva, ma per l’edizione 2009 sono primo in lista d’attesa. Nulla di certo, quindi. A La Rochelle
, il direttore di corsa mi aveva fatto capire che c’erano poche speranze di poter partire. Ormai non ci speravo più, invece sabato 5 settembre, alle ore 19, il direttore mi chiama e mi annuncia che potevo partecipare!
Una corsa contro il tempo per mettere a punto Dagadà e finamente la partenza. Peccato che una serie incredibile di guasti a strumenti ed attrezzature mi abbia costretto al ritiro 300 miglia dopo la partenza della 2a tappa di
Funchal all'altezza delle isole Canarie. Certo, c'è un po' di amarezza per gli imprevisti tecnici che mi hanno fermato ma non importa, perché questa è stata senza dubbio l'emozione più grande della mia carriera sportiva. Ci proverò di nuovo nel 2011. Non dovrò passare attraverso le qualificazioni perché le prove che ho sostenuto restano valide, così potrò concentrarmi sulla messa a punto della barca e allenarmi direttamente nell’Oceano Atlantico.

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