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Sviluppo Sostenibile


11 ottobre 2010

Novità nel Regolamento Urbanistico di Follonica

Le modifiche apportate al R.U. nascono dal percorso previsto dalla normativa regionale, che promuove la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle decisioni attraverso lo strumento delle osservazioni.

«Abbiamo sempre attribuito notevole importanza alla fase dell’esame delle osservazioni annunciando, in tempi non sospetti, che avremmo accolto con favore le istanze che, nel rispetto delle norme dettate dal Piano Strutturale, avessero contribuito a migliorare lo strumento urbanistico nell’esclusivo interessa della città e del suo sviluppo. Questo perché siamo certi che le linee guida sono contenute nel P.S. e non altrove. Del resto il mancato accoglimento di istanze che pure avevamo ritenuto interessanti e meritevoli di approvazione deriva da qui: dal rispetto assoluto del Piano Strutturale. E non poteva essere diversamente. Nel valutare le osservazioni abbiamo perciò seguito il principio inderogabile della compatibilità con il P.S., legandolo all’esigenza di costruire criteri di giudizio omogenei improntati ad equità e giustizia. Così se alcune parti del R.U. sono state modificate anche in modo significativo, lo strumento, nella sua interezza, mantiene intatti quei profili di organicità che derivano dal Piano Strutturale.
In alcuni casi si aprono nuove ed importanti opportunità. Penso, in particolare, alla modifica delle norme relative alla classificazione degli edifici ed al sostanzioso aumento dell’incremento volumetrico una tantum. Abbiamo posto le basi per il recupero del centro storico e per il rilancio delle piccole attività edili. Ma penso anche alla normativa sui gazebo che accoglie gran parte delle richieste degli esercenti ponendo le condizioni perché le strutture non vengano più smontate con cadenza annuale bensì quinquennale.
La perequazione, invece, si presenta come uno strumento utile ma di difficile attuazione. Già all’atto dell’adozione del R.U. la quantificazione economica degli obblighi convenzionali ci era sembrata eccessiva rispetto alla reale situazione del mercato. Di questa nostra impressione abbiamo avuto conferma dalle associazioni di categoria del settore, sia attraverso incontri, sia per mezzo delle loro osservazioni. L’aggiornamento ai valori attuali è stato predisposto nella speranza di contribuire al rilancio dell’edilizia e del suoi indotto.
La nuova normativa sugli orti, su cui in commissione abbiamo svolto una discussione appassionata, può dare risposta a molte situazioni. La riduzione della superficie minima fondiaria ad un ettaro e la contestuale possibilità di raggiungerla attraverso accorpamenti forse non risolve tutti i problemi ma è sicuramente un passo avanti significativo, indice sicuramente di un’inversione di tendenza. Abbiamo cercato, comunque, di mantenere il giusto equilibrio tra le esigenze degli orticultori amatoriali e la necessità di tutelare il paesaggio, che è una delle risorse principali del nostro territorio.
Vi sono poi questioni che hanno meritato e meritano una riflessione più approfondita, che può concludersi con l’esigenza di modificare lo strumento sovraordinato.  Nessuno ha mai negato che il P.S. abbia ormai diversi anni di vita, anzi, crediamo che taluni aspetti, di fondamentale importanza per lo sviluppo della città, debbano essere valutati alla luce delle nuove prospettive che si sono presentate o che possono presentarsi nei prossimi anni. Del resto gli scenari di riferimento, a livello economico e sociale, non sono più quelli di dieci anni fa. Prendiamo la nautica: il R.U. dà delle risposte possibili e soprattutto immediate (Fosso Cervia e sponda sx foce Gora), ma non   esaustive. Di fronte alle numerose proposte, alle idee, alle osservazioni su porti e approdi abbiamo deciso, di comune accordo con la minoranza, di mettere un po’ di ordine e di assumere un impegno: vogliamo verificare se a Follonica è possibile realizzare un porto in grado di rispondere alla domanda dei diportisti e produrre economia, sviluppo, occupazione. L’atto di indirizzo sulla nautica indica una strada che inizieremo a percorrere già nei giorni successivi all’approvazione/riadozione del R.U.
Qualcosa di simile dobbiamo metterlo in campo per lo sviluppo della ricettività turistica, sia in termini qualitativi che quantitativi. Pensando alla dotazione alberghiera di Follonica ritengo necessario ristrutturare l’esistente e costruire il nuovo. Ma su questo il Piano Strutturale presenta dei limiti che ci hanno obbligato a respingere osservazioni che proponevano progetti concreti di adeguamento o di nuova edificazione. E con concreti intendo dire che c’erano soggetti disposti ad investire. Per contro nel R.U. ci sono previsioni del tutto teoriche collocate in aree o configurate in dimensioni tali da scoraggiare qualsiasi investitore. Riconoscere questi limiti, avviando un processo che consenta di superarli, è un atto di responsabilità nei confronti degli albergatori e soprattutto verso la città».


17 settembre 2010

Regolamento Urbanistico: a ottobre in Consiglio Comunale

Il 2 settembre u.s. la VI Commissione Consiliare ha concluso l'esame delle osservazioni al R.U.. Le 267 osservazioni sono state esaminate una per una e su ognuna la Commisione ha esprersso un parere motivato favorevole o contrario all'accoglimento. Si è trattato di un lavoro complesso, sviluppato con 16 riunioni in meno di tre mesi, svolto in un clima positivo di confronto e di dialogo tra tutti i commissari. A questo proposito voglio ringraziare tutti i componenti della Commissione, a partire dal Vice Presidente Stefano Vermigli, per lo spirito costruttivo con cui hanno affrontato la discussione. Un ringraziamento particolare ai consiglieri di minoranza, Turini e Conti, che hanno dato un contributo importante permettendo alla Commissione di trovare ampie convergenze su problemi significativi per la crescita e lo sviluppo della Città. Non credo sia un caso se sul  95% delle osservazioni ci siamo espressi all'unanimità. Questo è stato possibile anche grazie al lavoro preparatorio svolto dall'ufficio ed alle istruttorie chiare ed esaurienti presentateci dal dirigente Domenico Melone.

Adesso i verbali della VI Commissione sono all'esame della Giunta che deve predisporre gli indirizzi per la delibera da sottoporre al Consiglio Comunale. Sulla base di tali indirizzi l’ufficio competente  elaborerà una proposta di delibera che tornerà in VI Commissione per poi essere sottoposta al giudizio del Consiglio Comunale.

Non tutto il RU verrà approvato nel Consiglio Comunale di ottobre. Alcune parti, per altro limitate, dovranno essere riadottate perchè sottoposte a modifiche sostanziali. Solo dopo la riadozione e la conseguente riapertura della fase delle osservazioni sarà possibile approvarle in modo definitivo. Questo percorso non investe solo la perequazione, aggiornata ai valori attuali del mercato immobiliare su richiesta delle associazioni del settore, ma anche le zone di trasformazione di Cassarello, Rondelli, Campi Alti, Nuova Zona Industriale, Diaccio, Pratoranieri e le aree di riqualificazione e completamento inserite nel tessuto urbano esistente. Per tutto il resto, che è il cuore del RU, l’iter si concluderà il prossimo 8 ottobre. Mi riferisco alle zone rurali, alle aree per strutture turistiche ricettive, alle norme per la costa e, soprattutto, al centro storico e al patrimonio edilizio consolidato che rappresenta la parte più consistente del R.U.

Va detto, per completezza d’informazione, che le parti riadottate saranno approvate definitivamente entro dicembre. Questo sia perché la fase in cui i cittadini potranno presentare le osservazioni è di soli 45 giorni sia perché credo improbabile l’accoglimento di nuove modifiche: le parti del RU che andiamo a riadottare, al pari di quelle che approviamo, sono da considerarsi definitive 


27 aprile 2010

La mozione del PD e la fuga del PDL

di Francesco De Luca*
Sinceramente da un’opposizione che si definisce propositiva e costruttiva ci aspettavamo un gesto diverso. E invece ieri, durante la lettura in consiglio del testo della mozione “contro l’incenerimento e per una nuova politica dei rifiuti”, proposta dal gruppo PD, i colleghi della minoranza hanno abbandonato l’aula; un abbandono a nostro giudizio doppiamente grave, sia nel merito della questione che nel metodo, per citare un’espressione cara al capogruppo Simone Turini. Quanto al metodo si deve rilevare che il testo oggetto della mozione prima di arrivare in consiglio aveva già effettuato ben due passaggi: in quarta commissione e in conferenza dei capigruppo. Perché allora i colleghi di minoranza non hanno proposto i dovuti emendamenti in tali sedi se ritenevano il testo “strumentale”? Già in altre occasioni dove si richiedeva l’unanimità – non ultima la recente mozione sul difensore civico – questa maggioranza ha sempre cercato un dialogo con l’opposizione, rendendosi disponibile a modificare e ad integrare il testo. Evidentemente al Pdl piace più la spettacolarizzazione del “gesto eclatante” che il confronto costruttivo nelle sedi istituzionali opportune. Infine, nel merito, sembra quasi che il gruppo di minoranza abbia ormai gettato la spugna sulla faccenda dell’inceneritore, abbandonandosi alla strada - di certo più facile - del fatalismo: più volte infatti Simone Turini ci ha ricordato che i giochi sono fatti e che il nostro atto di indirizzo per una nuova politica dei rifiuti non serve a nulla. Il gruppo consiliare PD, al contrario, è sempre più convinto che si debba continuare la battaglia, perché la difesa del territorio e il patto sottoscritto con i cittadini valgono molto di più della sterile polemica maggioranza-opposizione. Infine, respingiamo la banale equazione tra pd locale e pd provinciale: il fatto che nel nostro partito ci siano differenze è un segnale di vitalità e di intelligenza. La democrazia interna è infatti il punto di inizio di ogni grande democrazia e – a giudicare dallo svolgimento della direzione nazionale del Pdl – non ci sembra che la cosa possa definirsi reciproca.

*Capogruppo PD Follonica


23 aprile 2010

Il Comune di Follonica contro l'incenerimento per una nuova politica dei rifiuti

Il Consiglio Comunale di Follonica ha approvato un atto di indirizzo contro l'incenerimento e per una nuova politica dei rifiuti proposto dal gruppo di maggioranza. Al dibattito ed al voto hanno partecipato i soli consiglieri del PD. Il PDL ha abbandonato l'aula lasciando di stucco i presenti. I consiglieri del centrodestra hanno motivato il loro gesto con la contraddizione esistente tra la posizione del Comune di Follonica e quella della Provincia di Grosseto, entrambe guidate dal PD. In realtà l'abbandono dei lavori consiliari, oltre a rappresentare una mancanza di rispetto verso chi ha creduto e continua a credere nella battaglia contro l'inceneritore, ha il sapore di una resa. Peccato, perchè il sostegno del PDL all'atto di indirizzo avrebbe dato più forza all'iniziativa del Comune di Follonica che continuerà a svilupparsi su più fronti: proseguire l'opposizione istituzionale all'impianto del Casone valutando, tra l'altro, la possibilità di un ricorso alla giustizia amministrativa; monitorare l'inquinamento a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori; promuovere un sistema alternativo all'incenerimento su cui incentrare un progetto di sviluppo economico ed occupazionale. Nell'atto di indirizzo si esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Comune di Follonica e si conferma la fiducia al Sindaco. Questo, probabilmente, al centrodestra non è andato giù.  L'impressione è che il PDL, più che curarsi dei contenuti dell'atto di indirizzo, abbia voluto cogliere l'occasione per fare un po' di propaganda a buon mercato. Una caratteristica che accomuna il centrodestra locale a quello nazionale è la proposizione, in ogni circostanza, di un clima da campagna elettorale permanente. Sul tavolo ci sono problemi reali, proposte concrete, ma loro preferiscono rispondere con slogan e colpi di teatro.

Ecco il testo dell'atto di indirizzo:

Visto il D.Lgs n. 152/2006 che all’art.179 dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti.
Considerato che in attuazione del suddetto articolo, l’art.180 D.Lgs. 152/2006 prevede, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti di cui all’art. 179, le seguenti iniziative:     
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
Rilevato che la Legge Finanziaria 2007 conferma gli obiettivi sopra indicati disponendo il raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare entro il 31 dicembre 2011 pari al 60% demandando poi per gli anni successivi, ad un Decreto Ministeriale, l’individuazione della percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare in vista di una progressiva riduzione della quantità di rifiuti inviati in discarica, nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile l'obiettivo “Rifiuti zero”;
Preso atto degli obiettivi per il Riciclaggio effettivo dei rifiuti, previsti nella Direttiva 2008/98/CE sui Rifiuti, la quale fissa al 50 % la percentuale di rifiuti urbani da riciclare e al 70% la percentuale di rifiuti industriali non pericolosi. 
Valutato l'obiettivo di riduzione della mole dei rifiuti stabiliti dalla Giunta Regionale Toscana che fissano per il 2010 il raggiungimento del 15% di riduzione riferito alla produzione dei rifiuti del 2004. 
Considerata la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici connessi all’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento in discarica e/o incenerimento, ed un incremento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati per il mantenimento e miglioramento degli obiettivi fissati dall’art. 205 del succitato D.Lgs. n.152/06 che prevede in particolare il raggiungimento per l’anno 2012 almeno il 65% di raccolta differenziata;
Visto l’art 198 del Decreto Legislativo 152/06 che attribuisce ai Comuni la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti urbani assimilati con particolare riferimento alle modalità del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento;
Constatato che non si può continuare ad affrontare il problema dei rifiuti come se la quantità di spazzatura da smaltire fosse un dato immutabile, i rifiuti vanno ridotti e, pensare solo in termini di discariche o inceneritori, è antieconomico per i cittadini e per l’Amministrazione comunale, inefficace per la chiusura del ciclo dei rifiuti, e estremamente dannoso per la salute dei cittadini. Bisogna agire alla fonte. La quantità di rifiuti è una variabile, non è un dato. Studi di autorevoli Istituti di Ricerca italiani dimostrano che al variare del sistema di raccolta e smaltimento, variano anche le percentuali di produzione di rifiuti. È esperienza ormai ventennale di Consorzi di gestione degli RSU Veneti e Piemontesi perlopiù, che il Sistema di Raccolta PaP/riciclaggio spinto, porta alla riduzione della produzione dei rifiuti. 
Rilevato altresì che:
- occorre realizzare per gli obiettivi sopra richiamati, una piccola rivoluzione domestica fatta di nuovi stili di vita improntati alla sobrietà e ad un consumo critico, un nuovo modo di fare la spesa, di mangiare, di spostarsi in città: a questo scopo l’Amministrazione con Delibera N° 70 del 29/10/2009 ha aderito alla Associazione Comuni Virtuosi e con Delibera N°69 del 29/10/2009 ha aderito al “Patto dei Sindaci”, impegnandosi a offrire ai cittadini alternative concrete di comportamenti virtuosi e servizi migliori, nella consapevolezza che un benessere diffuso e rispettoso dell’ambiente in cui viviamo si costruisce investendo in educazione, formazione e innovazione;
- l’amministrazione comunale di Follonica ha avviato una azione giudiziaria per ottenere il rimborso dei CIP6, primo comune in Italia;- il Comune di Follonica si è già dimostrato all’avanguardia in Provincia puntando su una serie di progetti che hanno trovato sintesi nella Delibera C.C. del 26.11.2007 n.78 “Verso rifiuti zero”, quali l’auto-compostaggio domestico, l’ esperienza dell’eco-scambio, l’«Acqua in caraffa», il Protocollo per gli «Acquisti Verdi» tra i Comuni della Val di Pecora.
- questa amministrazione sta già portando avanti iniziative concrete sul versante della riduzione e del riciclo dei rifiuti domestici e che altre azioni concrete saranno messe in campo a breve. 
- Follonica, grazie al suo impegno sul versante dei rifiuti, ha nuovamente evitato di far pagare ai cittadini l’eco-tassa. - Follonica si è dimostrata virtuosa nella gestione delle politiche ambientali. Primo comune della provincia a sperimentare il sistema di raccolta “Porta a Porta”; detto sistema attualmente copre circa il 50 % del territorio comunale e sarà nel corso di questo anno esteso all’intero Comune, comprese le strutture turistico ricettive;
E considerato inoltre che 
- è evidente che il nostro territorio sia carente dell’equipaggiamento impiantistico per il recupero del materiale differenziato, che attualmente deve essere tutto portato al di fuori della nostra provincia (l’organico in Provincia di Padova, il multimateriale alla Revet di Pontedera) con costi di trasporto notevoli e nessun beneficio, anche in termini occupazionali, sul territorio. 
- che crediamo con forza che nel nostro comprensorio, di concerto anche con altri comuni, possano essere previste aree e benefici fiscali, relativi ai costi di urbanizzazione, per incentivare le imprese a realizzare interventi in questa filiera. 
- che nel nostro territorio è sempre più necessaria la nascita a breve di un vero e proprio Distretto Industriale del Recupero e del Riuso (D.I.R.R) in grado di dare occupazione anche qualificata e di garantire una notevole ricaduta di ricchezza sul nostro territorio.
Tutto ciò premesso e considerato, vogliamo con la presente mozione:
- ribadire ancora una volta – nonostante il parere favorevole espresso di recente in sede di Conferenza dei Servizi – in modo chiaro la nostra contrarietà ad un impianto che è totalmente avulso dal territorio, affermata non solo a parole ma con atti concreti in questi anni. 
- confermare e rinnovare la nostra fiducia al Sindaco dandole mandato ad esperire, tutte le azioni opportune e se necessario e laddove sussista un interesse concreto ad agire anche quelle esperibili in sede di giustizia amministrativa.
- invitare la Provincia a prevedere e individuare - all’interno del nuovo piano Inter-provinciale dei rifiuti - più centri di valorizzazione del riciclaggio, in modo da contrastare il business dell’incenerimento, che, ai sensi della recente direttiva europea 2008/98/CE, è insieme alle discariche, all’ultimo posto nella gerarchia di trattamento dei rifiuti, che invece privilegia e impone le strade del riciclaggio, del recupero, del riuso;
Infine dare mandato al Sindaco e alla Giunta di:
- Valutare in modo concreto e fattivo la possibilità di realizzare nel nostro territorio un Centro del Riciclo, sul modello di quello situato nel Comune di Vedelago (Tv) e ora attivo anche nei Comuni di Colleferro (RM) e di Tergu (SS) redigendo un «Piano di Fattibilità» economico-gestionale, che preveda costi, tempi e modi di intervento. 
- Esplorare, altresì, tutte le possibilità che la tecnologia offre, valutando anche altre esperienze presenti in altre realtà, per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso soluzione impiantistiche alternative all’incenerimento, offrendo al nostro territorio una opportunità di sviluppo che coniughi le esigenze di tutela ambientale-sanitaria con quelle occupazionali.

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