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I Parchi della Città


7 maggio 2010

Memoria di Ferro

di Francesco De Luca*

La Giornata della "Memoria di Ferro" di sabato1° maggio  ha avuto un gran successo dipubblico e di passione follonichese. Per chi, come me, è nato molti anni dopola chiusura dell'Ilva è stato un momento intenso di ricordi, aneddoti edemozioni in una cornice – La Leopolda- mirabilmente restaurata. Nell'intervento di Hubert Corsi, già presidente delParco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline metallifere, è statoribadito che l'Ilva di Follonica è "una delle Porte del Parco TecnologicoNazionale”. Purtroppo, come molti sanno, il Parco è senza vertici dal 31 Marzoe le nomine del Ministro dell'Ambiente – che ne è competente – sono inpreoccupante ritardo. Preoccupa difatti che un'attrattiva come il Parco – cheha dimostrato di essere molto apprezzata dai turisti – non abbia una gestioneora che siamo in prossimità della stagione estiva. Preoccupa anche perchè c'ènecessità di offrire una prospettiva ai lavoratori precari. Preoccupa infineperchè si rischia di “gettare alle ortiche” il lavoro fatto sinora per portareil Parco all'interno della rete dei Geoparchi dell'Unesco. Mi associo quindi, econ me tutto il gruppo consiliare PD di Follonica, alle richieste delPresidente Enrico Rossi affinchè il Ministro dell'Ambiente sblocchi questasituazione e nomini persone competenti. Le indiscrezioni giornalistiche apparsenei giorni scorsi (e non smentite) parlano di un nome vicino all’entourage diSimone Turini. E visto che il Pd follonichese ha interesse a scrivere undocumento sulla trasparenza e sul merito per le nomine agli enti partecipati,non vorrei che nel PDL di follonichese, al contrario, si voglia premiare piùl'appartenenza partitica che le capacità gestionali dei singoli. 

*Capogruppo PD Follonica


17 ottobre 2009

La regione finanzia il Parco Centrale di Follonica. Si realizza il sogno di Claudio Saragosa.

Follonica 16 ottobre 2009. “Il Parco Centrale non è più un sogno”. Dalla Regione arrivano i finanziamenti nell’ambito dei PIUSS. Si parla di oltre 15 milioni di Euro. Il sindaco Eleonora Baldi annuncia una conferenza stampa per ringraziare tutti, a cominciare da Claudio Saragosa, che l’ha preceduta alla guida della città, a cui “va attribuita la paternità del progetto”.

“Il Parco Centrale di Follonica non è più un sogno”. Il sindaco Eleonora Baldi annuncia con entusiasmo che il progetto presentato dal Comune di Follonica per partecipare ai PIUSS (i piani integrati urbani di sviluppo sostenibile), è stato accolto dalla Regione Toscana, piazzandosi tra i progetti meritevoli di sostegno.
“Le risorse finanziarie che saranno attivate – prosegue il primo cittadino – potranno essere superiori a 15 milioni di euro. Un’occasione straordinaria per il futuro di Follonica e dell’economia cittadina, per le eccellenze imprenditoriali del territorio, per le imprese sane che operano nel nome dell’efficienza, della legalità e della solidità finanziaria”.
“Il progetto del parco Centrale parte da lontano, la cui paternità va attribuita a Claudio Saragosa, il sindaco che mi ha preceduto, che insieme alla sua giunta ha dato vita a questa nuova visione urbanistica della città. Un ringraziamento lo vorrei dedicare ovviamente alla Regione Toscana, alla Provincia di Grosseto, che ha sempre creduto nella validità del nostro progetto, ma soprattutto la mia stima e il mio apprezzamento vanno a coloro che vi hanno investito gran parte del loro percorso lavorativo negli ultimi due anni: i dirigenti, i funzionari e i dipendenti comunali.
Nei prossimi giorni convocherò una conferenza stampa, ove inviterò tutti i protagonisti di questa storia, che ha tutte le prerogative per essere ricordata come una svolta epocale dalle future generazioni di follonichesi”. [n.g.]

Il Parco Centrale nel progetto dell'Architetto Pier Luigi Cervellati:



Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Follonica


4 settembre 2008

Cronistoria del baratto che ha restituito il cuore alla città

Capitolo 1 - l'Ilva a gratis 
(ottobre 2005 - gennaio 2006)

Il capogruppo DS, Marcello Ranieripropone una legge speciale che consenta al Comune di Follonica di acquistare l'ex Ilva al prezzo simbolico di 1 euro. Per Ranieri "i parlamentari eletti in Toscana dovrebbero muoversi per far votare al Parlamento una legge speciale il cui testo dovrebbe essere grosso modo questo: lo Stato consegna al comune di Follonica il comprensorio ex Ilva e lo consegna dietro il pagamento di un euro. Si tratterebbe di un pagamento simbolico per sancire la proprietà di qualcosa che appartiene alla comunità follonichese da sempre".  La palla viene subito raccolta da Mimmo Fiorani, capogruppo di Rifondazione, che ribadisce il diritto della città di avere l'Ilva a costo zero. La Margherita, però, richiama giustamente al realismo: riprendere la trattativa col demanio per ricondurre a livelli accettabili la valutazione dell'area, rateizzare il pagamento e cedere in permuta beni comunali da individuare. Anche l'UDC boccia la proposta di Ranieri, sposando, invece, il realismo dei DL. Per Di Giacinto e Paladini per prima cosa occorre una opportuna valutazione che tenga conto degli investimenti fatti da Comune e Sovrintendenza, poi si può pensare alla vendita di immobili non strategici o all'emissione di Buoni Ordinari del Comune. Infine arriva una netta stroncatura della manifestazione proposta per il 20 febbraio, che viene definita "sterile e strumentale". I DS e le altre forze politiche restano in silenzio, mentre la Giunta Comunale persegue la strada indicata da Margherita e UDC, ritenuta percorribile a patto che il Demanio riduca la richiesta da 8 a 4 milioni di euro. Infine, della manifestazione del 20 febbraio si perdono le tracce.

Capitolo 2 - elezioni politiche
(febbraio/marzo 2006)


Per Claudio Franci, deputato DS alla seconda candidatura, lo Stato deve abbassare le pretese, che nel frattempo sono salite a 30 milioni di euro. Intanto scoppia il "caso abusivi", che costringe il demanio a fare i conti con il degrado di un'area che gli appartiene solo formalmente. Ranieri insiste, ci vuole una legge speciale: "I parlamentari che saranno eletti alle prossime elezioni in Toscana dovrebbero muoversi per far votare al Parlamento una legge speciale che stabilisca il passaggio gratuito dell'ex Ilva dallo Stato al Comune di Follonica". Poi propone un concorso di architettura per assicurare qualità al progetto di ristrutturazione dell' ex Ilva. La richiesta di Ranieri, questa volta, viene ripresa dai deputati Fabio Mussi e Claudio Franci, candidati DS alla Camera, che però paiono titubanti sull'opportunità di promuovere una "legge speciale". In ogni caso assicurano che l'Ilva sarà una delle priorità del loro lavoro "con o senza una legge speciale". L'UDC, attraverso Di Giacinto, torna ad attaccare Ranieri, ricordando che il 20 febbraio non c'è stata nessuna manifestazione e stigmatizzando, ancora una volta, l'ipotesi di acquisizione gratuita. Per Di Giacinto l'unica strada percorribile continua ad essere, molto realisticamente, la permuta. Anche la Margherita conferma di credere solo a questo percorso. Per i DL l'acquisizione a costo zero è "un'ipotesi provocatoria".  A questo punto Rifondazione fa scendere in campo Franco Giordano, all'epoca capogruppo del PRC alla Camera dei deputati, che si impegna personalmente a "portare avanti la richiesta del nostro partito della cessione gratuita dell'intera area". L'idea di Rifondazione, come spiega il segretario Roberto Barocci, è quella di utilizzare una legge che esiste di già. Il ragionamento è semplice: la legge quadro sui parchi consente, tra le altre cose, anche il trasferimento gratuito di beni immobili. L'ex Ilva è una porta del Parco Archeologico e Tecnologico delle Colline Metallifere, quindi potrebbe essere trasferita a costo zero all'ente gestore del Parco. Per Barocci l'unico ostacolo è rappresentato dal fatto che il Parco delle Colline Metallifere "non rientra nella legge quadro". Quindi "Bisognerebbe rimediare". Ma c'è un punto da chiarire: per questa via l'Ilva non diverrebbe proprietà del Comune, bensì del Parco. La sostanza del problema rimarrebbe immutata perché l'Ilva non sarebbe comunque dei follonichesi.

Capitolo 3 - sotto il solleone
(estate 2006)

I lavori di messa in sicurezza della Fonderia numero 1, dopo il crollo del tetto, riaprono il dibattito. Il 19 agosto la Nazione denuncia che, nonostante le promesse dei parlamentari, la vicenda è ancora in alto mare. Anch'io, allora delegato comunale Confesercentiprovo a sollecitare l'intervento dei parlamentari: "E' il momento che le promesse della campagna elettorale abbiano un seguito concreto. E' il momento che alle parole facciano seguito i fatti. Dopotutto il passaggio gratuito, o comunque ad una cifra forfettaria, del comprensorio Ilva non è una proposta fuori dal mondo". Anche il centrodestra interviene, questa volta in modo compatto, attraverso un comunicato dei gruppi consiliari. Se da un lato l'obiettivo del Polo è quello di denunciare le responsabilità del comune rispetto alla messa in sicurezza della Fonderia n° 1, dall'altro si vuole richiamare alle loro responsabilità l'Onorevole Franci, il ministro Mussi e il segretario nazionale di Rifondazione Giordano affinchè mantengano gli impegni presi in campagna elettorale. Per il centrodestra, comunque, la via maestra rimane quella della permuta. La risposta del vicesindaco Alberto Marenzi è molto pacata, tesa soprattutto a ricordare gli ingenti investimenti fatti dal Comune nell'area Ilva. Ai primi di settembre Rifondazione annuncia due iniziative: una proposta di legge per l'acquisto dell'area pagando solo un milione di euro; l'inserimento dell'Ilva nella normativa sui parchi con conseguente passaggio ad un ente da costruire ad hoc (risolvendo così anche l'interrogativo sull'effettiva proprietà).  Tutta la documentazione è stata inviata a Saragosa. Per Fiorani, però, occorre "l'aiuto di tutto il centrosinistra". Allocca non deve essere lasciato solo. Saragosa si dice ottimista, ha scritto una lettera ai parlamentari eletti nella zona ed ai ministri Mussi, Bindi e Chiti. Hanno risposto in tre: Chiti, Allocca e Amato. Ed è stato proprio "il Dottor Sottile" a proporre l'apertura di "un tavolo di dialogo tra tutti gli enti interessati" per chiudere finalmente, in modo positivo, la vicenda Ilva. La strada ormai sembra tracciata. Sarà il tavolo, voluto da Giuliano Amato, a definire tempi e modi per la soluzione del problema. Si tratta di un passo avanti notevole, addirittura impensabile fino a pochi mesi prima.

Capitolo 4 - sottile divergenza
(autunno 2006)

Rifondazione non lo dice chiaramente, ma sembra non apprezzare l'iniziativa di Amato. Così Fiorani scrive al Sindaco ricordando che la proposta di Allocca può significare il trasferimento dell'Ilva al Comune ad un prezzo irrisorio, se non addirittura a gratis. Al Sindaco si chiede di convocare una riunione con tutti i parlamentari per avviare "un percorso concreto assieme a loro". Ai primi di dicembre interviene anche Ranieri, che non torna indietro:  le risorse vanno spese per il recupero dell'area, non certo per il suo acquisto. Personalmente gli sono nel cuore, condivido la sua opinione, ma credo che il Sindaco abbia ormai scelto un altro percorso. Quello della concretezza sollecitata da Margherita, UDC e Polo. Il tavolo Amato, insomma. La divergenza di opinioni tra Giunta (Vicesindaco) e Capogruppo DS viene notata e stigmatizzata dallo SDI  che, manifestando scetticismo sull'ipotesi costo zero, sollecita una riunione di maggioranza. A questo punto il silenzio dei DS è diventato imbarazzante, mentre Rifondazione sembra intenzionata a trasformare una proposta seria in un mero strumento di propaganda.

Capitolo 5 - il baratto
(gennaio/maggio 2008)


Il Sindaco annuncia la svolta. Il tavolo sollecitato da Amato si è concretizzato negli uffici della Prefettura di Grosseto. Il 12 gennaio Saragosa ha proposto, alla presenza dei rappresentanti di tutti gli enti interessati, una permuta tra l'Ilva e l'attuale caserma dei Carabinieri. L'impegno del comune prevede la costruzione, a proprie spese, di una nuova e più funzionale casema per l'Arma nella zona 167 ovest, il trasferimento della vecchia caserma al demanio che vi sposterà la Guardia di Finanza, la piena disponibilità del demanio sulla vecchia Dogana. Quindi Saragosa ha voluto ringraziare pubblicamente gli onorevoli Amato e Franci: "senza di loro non si sarebbe messo in moto il meccanismo che forse risolverà, dopo 47 anni, il problema dell'acquisizione, da parte di Follonica del cuore stesso della Città".
L'UDC plaude all'iniziativa del Sindaco augurandosi che abbia la forza di resistere alle pressioni di Ranieri e del PRC. Saragosa non tradisce e le attese e convoca, per il 5 marzo, una conferenza stampa.  Il giorno prima, a Roma, si era svolto l'incontro decisivo: attorno al tavolo sedevano il Sindaco di Follonica, il ministro Amato, l'onorevole Franci e il direttore del demanio Elisabetta Spitz. L'agenzia del demanio ha accettato il baratto, l'Ilva torna dei follonichesi. Ancora qualche settimana e il Sindaco Saragosa potrà sottoscrivere  il protocollo d'intesa. Saragosa è visibilmente soddisfatto e ne ha ben donde: ha portato a conclusione il più importante e complicato impegno del suo mandato. Anche Di Giacinto è soddisfatto e sottolina la sconfitta delle posizioni di Ranieri e  Rifondazione. I DS continuano a tacere, ma finalmente parla la Coalizione di centrosinistra che attraverso un comunicato esprime apprezzamento per l'iniziativa del Sindaco e cerca, con argomentazioni tutte a posteriori, di prendersi qualche merito. Giusto evidenziare il lavoro fatto da Saragosa, Amato e Franci, ma nel dibattito cittadino le uniche voci del centrosinistra che si sono sempre espresse, con chiarezza, a sostegno di questa iniziativa sono quelle di Saragosa, dello SDI e della MargheritaRifondazione sembra morsa da una tarantola e carica a testa bassa. Per Mimmo Fiorani siamo di fronte ad una presa in giro perché l'Ilva potevamo averla a costo zero. Peccato che Fiorani non valuti il fatto che l'amministrazione si era già impegnata, nella precedente legislatura, a costruire una nuova caserma. Se consideriamo questo impegno alla luce dei nuovi sviluppi posiamo affermare che il Comune non spenderà un solo euro in più rispetto a quanto preventivato nei bilanci. Nella sostanza è come se l'Ilva venisse acquisita a costo zero. Il 19 maggio 2007 entrerà negli annali di Follonica.  Nei locali della Prefettura di Grosseto il ministro Amato per il Governo, il Sindaco Saragosa per il Comune e il Direttore Elisabetta Splitz per l'Agenzia del Demanio, alla presenza del Prefetto Narducci, firmano lo storico "baratto". Per Amato "si conclude una specie di epopea per Follonica, paralizzata per l'impossibilità di intervenire ... è stata raggiunta un'intesa che permetterà al comune di fare due cose: valorizzare finalmente quell'area e liberare dalle caserme la zona centrale". Sargosa spiega che "è stato un percorso complicato ma finalmente l'Ilva è tutta del Comune, dopo che in questi anni le varie amministrazioni vi hanno investito tempo e denaro. Diventerà il centro culturale, storico e artistico della città". Dopo aver annunciato la volontà di bandire un concorso internazionale di idee per definire la sistemazione degli spazi esterni, in particolare le piazze davanti alla Leopolda ed alla Biblioteca, ringrazia tutti  coloro che si sono adoperati per questa soluzione, dal Prefetto Narducci all'Onorevole Allocca. Piena soddisfazione viene espressa da Forza Italia  che ringrazia Saragosa per "aver trovato le strade giuste che le altre amministrazioni non avevano imboccato". Rifondazione si dice parzialmente soddisfatta, e se la prende con Ranieri colpevole di aver cambiato opinione. Inoltre prova a spostare il dibattito, in modo strumentale, sulle scuole di Via Buozzi e sulla Colonia marina, inventandosi un fantomatico asse Margherita-SDI-UDC-FI reo di voler alienare gli edifici storici. Con un documento la coalizione di centrosinistra esprime apprezzamento per quanto fatto dalla giunta e stigmatizza il tentativo di strumentalizzazione operato da Rifondazione. Finalmente, dopo anni di silenzio, hanno qualcosa da dire anche i DS: "Deve essere riconosciuto il merito di questo sucesso alla sensibilità manifestata dal Governo dell'Unione, alla determinazione del Sindaco Saragosa, alla costante attenzione del deputato Franci, e alla grande capacità di coordinamento dimostrata dal ministro Amato". Infine il Comune organizza, per Il 15 e 16 giugno, due giornate di festa per celebrare il ritorno dell'Ilva alla città.

Considerazioni a margine

Gli attacchi a Ranieri, prima da parte del Polo e poi di RC non hanno alcuna giustificazione. Marcello ha fatto una proposta logica, tesa a ribadire un principio: i beni dello Stato che sono sul territorio, se non usati direttamente, appartengono alla comunità di quel territorio. Un principio sacrosanto, non occorre essere federalisti per condividerlo. Ma un principio, per quanto importante, non deve diventare ostacolo all'azione di governo. Se il problema si risolve in altra maniera, senza aggravi eccessivi per il comune, è giusto sostenere questa soluzione. Alla fine dei conti la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri e il trasferimento della Guardia di Finanza in via Bicocchi miglioreranno la qualità complessiva della città. Nessuno, dotato di buon senso, poteva opporsi a questa conclusione.


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29 agosto 2008

Il Parco dimenticato

Allle macchie di Montioni sono particolarmente affezionato. Qui ho fatto tante passeggiate con mio padre, quand'era nei suoi cenci, e qui ho cresciuto i miei figli educandoli all'amore e al rispetto per la natura. Per molti anni la mia famiglia, con la presenza contemporanea di tre diverse generazioni, ha trascorso le domeniche autunnali in questo parco, tra le terme della Baciocca, il Fosso dell'Acqua Nera, le miniere di allume. Là dove clima e regolamenti lo consentivano ci siamo dedicati alla raccolta dei funghi, usando sempre coltello e paniere in vimini. Perciò posso dire che siamo stati diligenti fruitori delle aree attrezzate, realizzate dal Comune di Follonica sul finire degli anni ottanta. Abbiamo usato le attezzature quando erano nuovissime, facendo attenzione a non sciupare nulla e a non sporcare in giro. Quei tavoli, quei recinti, quei cestini li avevo visti nascere perché all'epoca svolgevo un ruolo pubblico che fu decisivo per l'avvio del Parco di Montioni. Col tempo, però, ho assistito al degrado progressivo di ogni cosa. L'ente che doveva amministrare il Parco non è mai nato e la gestione forestale è sempre stata affidata a soggetti terzi. Prima alla Comunità Montana di Massa Marittima e poi alle Bandite di Scarlino. Con il nuovo millennio ho visto le attrezzature delle aree vicino Poggio ai Bugni, che ho frequentato con maggior assiduità, deteriorarsi e scomparire. Più volte ho segnalato la cosa all'allora assessore Massimo Ricci e alla Comunità Montana. Ma ne' lui ne'io riuscimmo ad ottenere il benchè minimo risultato. Nel 2003 i tavoli erano ridotti alla metà e gran parte dei cestini erano spariti. Mi convinsi, e di questo si convinsero in molti, che la gestione della Comunità Montana non fosse adeguata alle esigenze di Montioni. Per questo mi sono battuto per il passaggio della gestione alle Bandite di Scarlino. Credevo che la presenza di un rappresentante di Follonica nel consiglio dell'ente costituisse una garanzia rispetto alla manutenzione complessiva di quel territorio. Ma le mie speranze sono state smentite dai fatti. Negli ultimi tre anni ho sollecitato più volte interventi di ripristino delle aree attrezzate e devo dire che fino al gennaio scorso nulla si è mosso, come testimoniano le fotografie contenute nel videoclip. Temo che questo tipo di problematiche, risovibili con un po' di buona volontà e qualche migliaio di euro, rimarranno insolute fino a quando non sarà pienamente operante il Consorzio di gestione.

 


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La nascita del Consorzio è la storia di un parto travagliato non ancora giunto a conclusione. Si sono persi anni preziosi per vincere le resistenze della Provincia di Grosseto, fatte emergere allo scoperto dagli interventi di Giampalo Pioli, Sindaco di Suvereto,  e di Tiziano Arrigoni, ex assessore ai beni ambientali del Comune di Piombino e assessore alla cultura del Comune di Follonica nei primi anni ottanta. A fine 2006 i sindaci annunciano l'accordo, ma solo nell'aprile 2008 il Consiglio provinciale di Grosseto ha finalmente approvato Statuto e convenzione. Sarà appunto un consorzio tra gli enti locali a gestire il Parco, con la particolarità di non prevedere alcun compenso per gli amministratori. Una scelta non pienamente conforme agli obiettivi dei comuni interessati.
Da aprile ad oggi nulla si è mosso. Il dibattito sembra essersi fermato e alla città farebbe sicuramente piacere conoscere le opinioni in proposito del Sindaco Saragosa e di Cinzia Tacconi, Assessore provinciale ed esponente di spicco del PD follonichese.

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