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23 aprile 2010

Il Saharawi tra esilio e speranza

di Andrea Benini*
Venerdì 23 aprile alle ore 17,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Follonica si terrà un'incontro pubblico sulla vicenda del popolo Saharawi dal titolo. “Il Deserto dei Diritti - Il Saharawi tra esilio e speranza”.
L’idea è nata per dare sostanza e consequenzialità al “Patto di Amicizia” che il Comune di Follonica ha siglato già dal 1995, e rinnovato lo scorso anno, con una provincia Saharawi.
Saharawi è l’ultimo Paese, di una lista redatta dall’Onu nel lontano 1963, che ancora deve essere de-colonizzato: o meglio nel 1975 mentre la dominazione spagnola si ritirava, il Saharawi fu letteralmente venduto al Marocco, il quale procedette ad una invasione feroce che provocò migliaia di morti e la fuga nei territori a sud del Marocco e in Algeria... per poi proseguire con una sistematica distruzione dei diritti fondamentali della gente saharawi; i rapporti annuali di Amnesty parlano di desaparecidos, sparizioni, torture, incarcercazioni arbitarie.
Ma l’unicità della vicenda è rappresentata da come i saharawi hanno deciso di affrontare la loro tragedia: hanno scelto di non ricorrere alla guerra civile, ma alla diplomazia. Hanno scelto di credere nella Politica, nella conquista a piccoli (piccolissimi) passi di una pace fragile, sempre in discussione, ma possibile. È quindi è una vicenda di dolore, di sopraffazione, ma allo stesso tempo è uno squarcio di speranza per il modo in cui quei popoli stanno cercando di uscirne, di fiducia (talvolta mal riposta) nella diplomazia e nella non-violenza.

* Presidente del Consiglio Comunale di Follonica
 

Il programma dell'incontro:
• Saluto del Sindaco Eleonora Baldi
• Breve panoramica sulla questione saharawi a cura dell’Associazione Provinciale di Solidarietà con il popolo saharawi “Jueta”
• Intervento di Omar Mih, rappresentante in Italia della Repubblica Araba Saharawi Democratica
• Presentazione del progetto di solidarietà del Comune di Follonica a cura del Centro Nord-Sud
• Conclusioni a cura del Presidente del Consiglio Comunale Andrea Benini
• Rinnovo del Patto di Amicizia tra il popolo saharawi e il Comune di Follonica

Per maggiori informazioni: sito web:
www.saharawi.it e.mail: info@saharawi.it


1 marzo 2010

L'etrusco, da leggere e da parlare

Come si dice in etrusco figlio? Clan. Figlia? Sekh. Piatto? Spanti. Per un secco no, dovremmo invece rispondere ein. La lingua di questa affascinante civiltà emerge dal mistero in cui è stata avvolta per secoli. Le più recenti ricerche archeologiche, filologiche ed epigrafiche hanno consentito il raggiungimento di grandi traguardi nella comprensione della sua struttura e dei suoi vocaboli. Agli ottomila lemmi pubblicati nella prima edizione del ‘Thesaurus linguae etruscae’ del 1978 da Massimo Pallottino, padre degli etruscologi italiani, se ne sono ora aggiunti cinquemila nella seconda edizione, curata con un nuovo approccio critico da Enrico Benelli, ricercatore dell’Istituto di studi sulle civiltà del Mediterraneo antico (Iscima) del Consiglio nazionale delle ricerche. Il poderoso lavoro è stato presentato il 12 febbraio scorso a Roma, presso l’Accademia dei Lincei.
“Le nuove acquisizioni”, spiega Benelli, “si devono al fatto che gli studi, a partire dagli anni ‘70, non solo sono aumentati, ma si sono estesi anche territorialmente interessando aree nuove. Se fino agli anni ’50 il bacino di provenienza dei reperti e delle testimonianze era limitato all’Etruria settentrionale, corrispondente alle province di Grosseto, Arezzo, Siena e Perugia, nei decenni successivi, le indagini si sono allargate all’Etruria meridionale (viterbese e parte dell’Umbria) ricca di testimonianze dal settimo al quarto secolo a.C.”.
Le parole raccolte nel Thesaurus sono perlopiù nomi di persona e termini tratti dal lessico funerario e sacro. Grazie ai rinnovati studi è stato possibile sciogliere alcuni nodi cruciali nella comprensione dell’etrusco: la struttura dell’idioma, individuando verbi, aggettivi e i principali elementi grammaticali e la pronuncia.
“L’etrusco, che cadde in disuso intorno alla prima metà del primo secolo a.C.”, continua Benelli, “ha un alfabeto di 24 lettere, prevede l’uso di più morfemi, quali singolare, plurale, caso; ha una struttura molto diversa dalla maggior parte delle altre lingue parlate in Italia e nel bacino del Mediterraneo e pur non avendo un’origine indoeuropea, fu influenzato dagli idiomi dei popoli indoeuropei confinanti in area sabina ed umbra”.
Di origine etrusca è, tra le altre, la parola satellite, derivante dal termine Zatlath, che significa ‘colui che brandisce l’ascia’ ovvero ‘l’uomo di scorta’, passata al latino satelles e attestata per la prima volta nelle lingue moderne da Galileo Galilei. Il corpus presenta una sistemazione ragionata delle testimonianze linguistiche, ordinata per lemmi, per attestazioni di ogni parola, con l’indicazione bibliografica e la citazione dell’intero segmento di testo nel quale il vocabolo compare; luogo di provenienza e cronologia. La raccolta fornisce l’evoluzione nel tempo e l’uso regionale di ogni termine.

Assolutamente da non perdere!

Fonte: Ufficio Stampa C.N.R.


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permalink | inviato da luigi cacialli il 1/3/2010 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 ottobre 2009

Io sto con i delinquenti e i farabutti che oggi scendono in piazza

«La manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv, nella politica da troppi farabutti» (Silvio Berlusconi)

Inizia così, nella puntata di Porta a Porta andata in onda in prima serata, l'attacco di Silvio Berlusconi alla manifestazione per la libertà di stampa. Nel cosiddetto mondo civile non eiste altro paese in cui il capo del governo possa permettersi di controllare l'intero sistema radiotelevisivo, ne' esiste paese in cui il capo del governo possa permettersi di lanciare strali contro gli organi di stampa, ma Silvio Berlusconi riesce a superarsi anche in questo, perchè siamo l'unico paese democratico in cui il capo del governo attacca violentemente l'opposizione, tentando di delegittimarla, e offende i cittadini manifestano liberamente le proprie opinioni.
A confermare la gravità della situazione, di vera e propria emergenza democratica, sono giunte altre sconcertanti dichiarazioni del cavaliere. Ce n'è per tutti: «Mediaset tratta tutti allo stesso modo, quindi si tratta di accuse comiche. Dire che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa dimostra uno spirito antiitaliano ... tutti i cittadini italiani di buonsenso credo che condannino questo atteggiamento delinquenziale nei confronti degli interessi di tutti noi e si sappiano regolare nell’orientare le loro letture». E ancora:  «La manifestazione per la libertà di stampa è una vera farsa. La libertà è molto più ampia in Italia di qualunque altro Paese occidentale».
Che le cose non stiano così lo dimostrano gli attacchi e le intimidazioni a cui sono state sottoposte alcune trasmissioni RAI, colpevoli di non essere "allineate". Da Ballarò, ad Anno Zero, passando per la tranquillissima "Che tempo che fa", fino all'ironica "Parla con me", si perde il conto delle trasmissioni messe sotto accusa e minacciate di chiusura da esponenti del governo. Decisamente inquietante la lista di proscrizione redatta dal piduista Cicchitto: «A parte "Porta a porta", che e' fondamentalmente neutrale, esistono in Rai una serie di talk show e di cosiddetta satira politica -"L'Infedele", "Ballarò'', "Parlaconme", "Annozero","'Report", "Chetempochefà", "In 1/2h" - tutti orientati politicamente a sinistra con gradazioni diverse di faziosità. Ne' ci lasciamo imbrogliare dalla retorica sulla liberta' della satira, una satira che ha un tasto solo, quello di Berlusconi, diventa solo faziosita' pura''. L'ex servitore di Bettino Craxi è talmente accecato dai suoi furori illiberali da non ricordare che "L'infedele" non va in onda sulla RAi bensì su LA7.
All'arroganza del potere risponde con chiarezza il segretario della FNSI Roberto Natale: «Sarà una manifestazione serissima, altro che farsa. E Piazza del Popolo dara' una risposta anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alla maniera offensiva con la quale ha giudicato questa iniziativa e ha parlato dei giornalisti in termini di troppi farabutti ... Liberta' di stampa non vuol dire solo avere a disposizione decine di giornali ma anche avere tutte le notizie che meritano di essere pubblicate».
Scendere in piazza per difendere la libertà di stampa nell'unico paese occidentale classificato da Freedom House "partialy free" (parzialmente libero) è dovere di ogni democratico. Per chi avesse ancora dubbi cito la frase di Antonio Gramsci che oggi aprirà il corteo: «Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti».


9 agosto 2009

Il Sindaco di Follonica ricorda la tragedia di Marcinelle

Quando i migranti eravamo noi: 53 anni fa 262 minatori muoiono nella miniera di Marcinelle, 136 erano italiani.

Il Sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, ha voluto ricordare la tragedia di Marcinelle inviando un telegramma al Sindaco di Charleroi. Ecco il testo:

«Oggi cade una ricorrenza importante per la coscienza civile italiana, che dovrebbe servire da monito a tutti per ricordare quando eravamo noi gli immigrati, molti dei quali sono venuti proprio in Belgio. In occasione del 53° anniversario della tragedia di Marcinelle, in Italia si commemora la "Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo". In questo giorno di raccoglimento e riflessione voglio ricordare l'amicizia e la solidarietà che legano Follonica e Charleroi, in un impegno che credo reciproco di cura per la sicurezza sui luoghi di lavoro e di tolleranza per la multi culturalità. Infatti sono convinta che a partire dalle nostre comunità locali si possa testimoniare il rispetto per quegli uomini e quelle donne che spesso sono costretti a cercare lontano da casa un'occupazione stabile e un lavoro certo. Se ci sarà un'Europa migliore anche per le comunità civiche passerà certo dall'attenzione all'altro e dalla dignità che sapremo riconoscere a tutti i nostri lavoratori. Con la stima più vera la prego di accogliere i miei migliori saluti. Il Sindaco di Follonica, Eleonora Baldi»

L'immagine della prima pagina de La Stampa è tratta dal sito ResetItalia

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